Pregiudizi inconsapevoli – di Francesca Vecchioni (Mondadori)

Quante volte esprimiamo delle opinioni generalizzate? Avete presente le battute sui vecchi che controllano i cantieri? Ecco, a noi fanno ridere e sappiamo che non è che tutti gli over 80 passino le giornate con le mani incrociate dietro la schiena a monitorare i progressi dei cantieri. Se questa generalizzazione ci viene facile individuarla e prenderne le distanze, è invece più difficile per altre. Sempre riferendoci agli anziani, molti di noi pensano che siano lenti. Ma lo sono tutti tutti tutti? Così, senza impegnarmi, anche io, che pure aderisco a questa generalizzazione, riesco a pensare ad almeno 5 anziani per nulla lenti, anzi, decisamente veloci di testa, se non anche di gambe. A dirla tutta, se mi fermo a riflettere, la maggior parte è veloce. Di gambe e, soprattutto, di testa.

Ma se me lo chiedete tra due minuti, vi dirò di nuovo che i vecchi sono lenti. Perché? Perché è un pregiudizio talmente insito in me che non mi basta una breve e veloce razionalizzazione per scardinarlo.

Io ve lo sto spiegando così, a modo mio, ma Francesca Vecchioni, in Pregiudizi inconsapevoli, lo spiega coi termini corretti, dandone anche spiegazioni scientifiche, citando esperimenti e osservazioni.

Altro esempio, che non riguarda solo me, ma, ho scoperto, la maggior parte delle persone e ha un termine specifico: tendo a pensare meglio di una persona bella. Se a compiere la stessa azione negativa è una persona bella, le attribuiremo più attenuanti. Saremo più rigidi e severi con una non bella. Questo si chiama effetto alone, perché estendiamo una caratteristica a tutta la persona.

Di esempi ce ne sono a centinaia. Molti anche in ambito politico. E dovremmo imparare a farci caso, a porre maggiore attenzione, perché ci riguarda in tutti gli ambiti della nostra vita.

L’inganno dello stereotipo è nell’elemento di verità che gli riconosciamo. Perché è quello l’appiglio che ci permette di trovare sempre una conferma razionale. In pratica queste convinzioni sono basate su generalizzazioni: trasformiamo in assoluto qualcosa che “riteniamo” probabile.

L’autrice ci parla anche dell’impossibilità di processare tutti i dati che riceviamo ogni momento per cui è come se avessimo due piloti: uno è Homer Simpson, molto più istintIVo, alla buona, non sta tanto ad analizzare le situazioni. Ha le sue idee, i suoi automatismi e ogni nuova informazione la processa all’interno del suo quadro di riferimento. Molto utile perché veloce, ci permette una risposta immediata.

L’altro pilota è il dottor Spock: intelligente, pacato, conosce un sacco di cose, analizza gli elementi. Però è lento. Ma lento lento, eh! E quindi lo utilizziamo poco.

Già da questo poche righe si capisce come per noi sia facile sbagliarci: l’inganno è dietro l’angolo. E allora, dato che siamo persone mediamente intelligenti, perché non correggiamo il tiro e cambiamo convinzioni? Perché non mettiamo in dubbio ciò in cui crediamo?

Perché costa immensa fatica. Ammettere di aver sbagliato, di aver agito sull’impulso di un pregiudizio, non è semplice. Anche perché, come dicevamo, c’è un fondo di verità che ci tranquillizza, ci dice che in fondo non abbiamo tutti i torti.

Il libro affronta diversi pregiudizi e ci spiega come funzionano, perché sono così difficili da stanare.

E c’è una cosa in particolare che ho scoperto e che non conoscevo, e che voglio condividere con voi: da circa 8000 anni fa a circa 3000 anni fa, l’Europa fu abitata da una civiltà pacifica. Nei più dei tremila siti archeologici non è stata ritrovata una sola rappresentazione di scene di guerre.

Per millenni è esistita una civiltà pacifica e matriarcale (detto per inciso). Poi è stata soppiantata da una civiltà più brutale, meno evoluta, ma più forte. Della prima nei libri di storia non c’è traccia, della seconda invece sì. E questo ci porta a un altro pregiudizio: il potere come forza fisica.

Ovviamente vengono trattati anche i pregiudizi di genere, ma c’è molto altro. Anch’io mi sono ritrovata in frasi che, in effetti, nascondo stereotipi e pregiudizi.

Un libro davvero super interessante! Non si finisce davvero mai di imparare, anche quando già nel quotidiano cerchi di fare attenzione, di capire il perché certe espressioni non vadano bene, ti diano fastidio o abbiano dato fastidio espressioni usate da te, per migliorare e non giudicare subito…. non ce ne accorgiamo nemmeno, ma siamo strapieni di pregiudizi. Non li elimineremo con la lettura di questa libro, ma spero possiamo porre un po’ più di attenzione.

Un libro per chi sente che dietro le parole ci sono dei mondi, per chi è pensa che siamo quello che diciamo, per chi vuole avere una chiave di lettura diversa della polarizzazione politica e per chi, semplicemente, vuole combattere i pregiudizi, più o meno consapevoli.

Ringraziamo la casa editrice per la copia

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