Se tu fossi una brava ragazza – di Osvaldo Piliego (Manni)

Se tu fossi una brava ragazza
Osvaldo Piliego
Manni Edizioni

Recensione

Questo romanzo ci racconta di Marco: quarant’anni, vive da solo, ausiliario della sosta, lavoro avuto grazie a una raccomandazione, ama i vecchi dischi in vinile e il silenzio. Negli anni ha messo a punto la sua personale strategia di sopravvivenza: parlare il meno possibile, evitare di lasciare il segno, tentare di passare inosservato. Anche con i genitori ha preso le distanze. Da sempre. L’unica persona con cui riusciva a parlare era il nonno. Nonno che gli ha trasmesso la passione per la musica. È grazie a lui che ha iniziato a collezionare dischi, rigorosamente in vinile.

Mio nonno mi raccontava di aver visto Fausto Leali in televisione per la prima volta al festival di Sanremo, cantava Un’ora fa, era il 1969. Trovai il quarantacinque giri in un mercatino dell’usato tanto tempo dopo quella storia. È stato lui, la sua passione fu capace di trasfondersi piano, con gli anni, quelli dell’infanzia e dei lunghi viaggi in auto. Senza forzare niente, non come gli sport inferti come punizione, le lezioni di musica somministrate come una medicina, ma semplicemente canzoni come un’edzazione sentimentale.

Ogni giorno ha la sua colonna sonora, ogni stato d’animo la sua canzone. Questo è il suo modo di comunicare. E lo faceva anche col nonno, anche al suo capezzale. Coi genitori e il fratello prevale il silenzio. Lui ha la sua routine, le sue abitudini, i suoi punti fermi, gli servono per andare avanti, per non perdersi e non sbagliare strada. Per sentirsi sicuro. La routine non deve variare, cerca di diventare invisibile al mondo, e ci è quasi riuscito.

Non volevo si instaurasse nessun rapporto in cui qualcuno potesse chiedermi qualcosa. Qualcosa che solo io potevo dargli. Volevo che la mia figura fosse sostituibile, necessaria a nessuno.

Però le cose a volte accadono senza che le si cerchi. E così lui si innamora di Aspra. Più che amore si lascia fagocitare da lei e dalla sua fame di vita. Lei va e viene, segue solo i propri ritmi, non si lega.

Ho passato tanto tempo a cercare di dimenticare, cancellare, e invece tu non hai fatto che costruire ricordi, accumulare vita in musica, plasmare un mondo tra queste mura. Con una pazienza che io non ho, con l’idea che qualcosa di te resterà, una collezione infinita di canzoni. C’è qualcosa di bellissimo in questo. C’è speranza, credo.

Anche se il legame tra di loro c’è ed è innegabile, non si può stare sempre sulle montagne russe. Lui l’aspetta, certo che tornerà. Ma poi arriva Lidia, l’opposto di Aspra: è tranquilla, trasmette calma e sicurezza. È affidabile. E Marco si ritrova a vivere un secondo amore, nel giro di poco tempo. Lui, che limitava i rapporti umani al minimo sindacale. Si ritrova prima coinvolto in un vortice, e poi in una routine tranquilla, diversa dalla precedente, ma altrettanto, se non più piacevole.

Esiste un amore più amore di un altro? C’è un modo giusto di amare? Come si fa a misurare?

Se tu fossi una brava ragazza è scandito da brani degli anni ’60, ’70 e qualcuno primi anni ’80. Ci racconta dell’impossibilità di isolarsi: in qualche modo, anche se non lo cerchiamo, il mondo ci trova. E anche se non vogliamo, a volte, può capitare di innamorarci. 

Daniela

Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale.

Per la colonna sonora completa vi lasciamo questo link, degli amici di Read and Play.

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