Il tesoro di Tupac Amaru – di Gabriele Poli

Il tesoro di Tupac Amaru

di Gabriele Poli

Onda D’Urto Edizioni

Dal sito dell’editore

Il Tesoro di Tupac Amaru è un avventuroso viaggio che attraversa i secoli ed affonda le sue radici nel magico Sud America. Storie di personaggi ed epoche diverse s’intrecciano grazie alla scoperta del quipu, un misterioso strumento inca. Un antico oggetto che, nell’indecifrabile complesso dei suoi nodi, racchiude la mappa per scoprire il favoloso tesoro dell’ultimo re degli Inca, Tupac Amaru. Alex, studioso di tradizioni peruviane, insieme ai suoi amici, si troverà proiettato in una terra ricca di tradizioni, ma anche di imprevisti. La storia di un lontano passato che si fonde con i pericoli di un gruppo terroristico; amore, morte, colpi di scena ed un’avventura sotto il segno degli Inca.

Recensione

Come un quipu (specie di pallottoliere risalente alla civiltà degli Incas, costituito da corde multicolori, ognuna delle quali con una serie di nodi) ha fatto a finire in Polonia, nelle mani del deputato polacco Andrzej Benesz Berzeviczy, presidente del Partito Democratico? È stata casuale la sua morte per incidente stradale a poche ore dai festeggiamenti per il sedicesimo compleanno del figlio Janusz, durante i quali avrebbe voluto rivelare la storia della discendenza della propria famiglia?

È ciò che tredici anni dopo il giornalista Alex Fabris, appassionato cultore della civiltà inca e assiduo frequentatore del Perù, e il suo amico d’infanzia Domenico Sani vorrebbero scoprire, dopo che quest’ultimo è venuto a sapere dal suo socio polacco che nel 1946 quell’oggetto era stato ritrovato in Polonia.

Incuriosito dalla rivelazione, Alex decide di accompagnare l’amico in uno dei suoi ricorrenti viaggi d’affari in Polonia, nella speranza di scoprire maggiori dettagli.

il nostro obiettivo. Dice Alex, è di scoprire che fine abbia fatto il famoso quipu ritrovato in Polonia nel 1946. Dopo quell’anno, non se n’è più saputo nulla, a parte vaghe informazioni che indicano come il deputato Benesz abbia forse inviato il quipu in Perù, con la speranza di trovare qualcuno che ne interpretasse il significato

La ricerca che i due amici intraprendono non poteva che iniziare dall’ultimo possessore del quipu; scoprono che l’antenato del deputato era un certo Sebastian Benesz, morto nel 1796, quindi decidono di indagare sulla sua vita seguendone le orme, convinti che: Se riuscissimo a conoscere tutti i suoi spostamenti, le persone che ha incontrato, come ha vissuto, con molta fortuna potremmo forse risalire all’origine del quipu. Chi ha consegnato lo strumento al polacco e per quale motivo? Ecco, se scoprissimo questo potremmo avere un’idea più chiara di cosa rappresenti il quipu e, incrociando le dita, conoscere il segreto che nasconde.

La paziente ricostruzione si snoda tra il XVIII e il XX secolo e parte dall’infinita serie di spostamenti di Sebastian Benesz e alla sua storia d’amore con la novizia Ana Mostacero durante l’epidemia di colera che aveva colpito Lima e l’intero Perù nel 1766, culminata con la loro unione e la nascita della figlia Umina.

Nel seguire i protagonisti nei loro vari spostamenti il lettore è proiettato in una molteplicità di luoghi visitati e, se ignaro, impara a conoscere la storia e le usanze delle rispettive popolazioni, ma, essendo incentrata sull’origine del quipu ritrovato, è con tutta evidenza ricca di richiami alla storia della civiltà inca, al suo ultimo re Tupac Amaru e alla rivolta guidata dal mitico guerriero José Gabriel Condorcanqui Tupac Amaru che nel 1780 aveva guidato il proprio popolo contro gli spagnoli e le loro atrocità.

Nonostante i pericoli incontrati in ogni dove, Alex e Domenico proseguono i loro viaggi avventurosi; si imbattono in incontri con personaggi che hanno contrassegnato la storia della nazione andina, ma anche con delatori, traditori e assassini che mettono ripetutamente in pericolo la loro vita e quella dei loro fedeli accompagnatori, e finiscono per cadere ostaggi di uno dei due movimenti terroristici che hanno imperversato in Perù per vari decenni del XX secolo.

Di ottima fattura, il racconto riesce ad appassionare il lettore coinvolgendolo nella storia di questo antico popolo e rendendolo partecipe delle tradizioni che hanno saputo resistere alla modernità dei nostri tempi.

Alfredo

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