Consigli di Scrittura per Esordienti – 9. Case Editrici

Consigli di Scrittura per Esordienti

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9. Case Editrici

Si stima che sul territorio italiano siano presenti circa 8.000 case editrici. La maggior parte dei lettori ne conoscerà forse una cinquantina, perché va detto che all’interno di quel numero così grande, la varietà eterogenea dell’offerta obbliga a fare delle nette distinzioni:

  • Case Editrici Free: SI dividono in Big (Mondadori, Rizzoli, Gems e così via), medie (Marcos y Marcos, Nottetempo, Minimum Fax etc.) piccole (tutte quelle che non rientrano nelle altre categorie). La vera differenza, oltre al fatto che non chiedono soldi per pubblicare e che hanno una distribuzione capillare in tutt’Italia, la fa la promozione: più è grande la casa editrice, più respiro ha l’investimento che può permettersi. Il marketing in editoria è fondamentale come in qualunque altro settore in cui si cerchi di vendere un prodotto e di farlo meglio della concorrenza. Altra discriminante è il marchio. Ci sono autori che vendono anche se sono sconosciuti perché la Big che sta dietro alla pubblicazione garantisce con il suo nome prestigioso la qualità dell’opera. Per un esordiente è difficile arrivare a una grossa casa editrice perché le cifre investite su ogni autore sono importanti e in pochi sono disposti a farlo. Ciononostante, si ha nota di esordi importanti anche in grandi case editrici, pertanto non disperate! Un valido aiuto, in questo senso, per scavalcare la barriera di manoscritti inviati spontaneamente e assicurarsi di essere letti è, come dicevo prima, l’agente letterario. Vale la pena, prima di inviare a una grande CE, convincere un’agenzia che saprà poi come muoversi e allora, se il testo vale, si potrà stare comodamente seduti in poltrona ad attendere il contratto di pubblicazione. È assai raro per un esordiente riuscire a convincere un agente letterario prima e quindi un grosso editore poi, ma non impossibile. La cronaca racconta anche di esordi importanti scaturiti da invii spontanei ma, poiché ogni pubblicazione si porta dietro una potente operazione di marketing, è difficile dire quanto ci sia di vero.

  • Case Editrici a Pagamento. Altrimenti dette Tipografie. Non ci sono mezzi termini: se il vostro intento è quello di tenere fra le mani una copia della vostra opera e avete abbastanza spazio per stipare le altre duecento che vi arriveranno grazie al contributo (variabile fra mille e tremila euro) o morite dalla voglia di convincere i vostri parenti ad acquistare il vostro libro e siete disposti a vendere le restanti copie porta a porta in tutta la città, allora questa soluzione potrebbe far per voi. Ma da quando su internet si parla in abbondanza degli editori a pagamento e l’informazione è a portata di mouse, il pericolo che correte abboccando a queste proposte mascherate da contratti editoriali è non solo di perdere denaro ma anche e, soprattutto, la vostra reputazione di scrittore. Perché è necessario puntualizzare che sarà poi difficile convincere un editore free a pubblicare una vostra opera se nel curriculum di pubblicazioni appaiono editori a pagamento. Non cedete dunque alle lusinghe delle e-mail fotocopia che vi garantiscono quanto sia eccellente la vostra opera (provate a fare delle domande sulla trama e scoprirete che non l’hanno nemmeno letta) e vi propongono un affare a cui non potrete rinunciare, con uno sconto strabiliante. Perché non dovete illudervi che stamperanno mai più delle copie che voi stessi avrete comprato, né che troverete mai il vostro libro su uno scaffale in libreria o che sarà possibile richiederlo presso un libraio. Questi autori, solitamente, peccano di promozione e distribuzione. Quindi, se proprio volete aderire alla loro proposta, imponete che fra le clausole sia ben chiaro quale canale di distribuzione e che tipo di promozione sarà garantita alla vostra opera. Altrimenti, grazie alle possibilità offerte oggi, meglio optare per il self!

Selfpub.

Internet offre risorse pressoché illimitate. Le più note (e grandi) piattaforme per auto pubblicarsi sono:

che offrono anche un buon servizio di POD (Print on Demand), ma è possibile scegliere fra molte altre.

Nel Print on demand, ciò a cui bisogna stare attenti è:

  1. La tiratura, ovvero qual è il numero minimo di copie che si è costretti a stampare;

  2. Il prezzo di stampa, che può essere anche molto elevato e che inciderà direttamente sul prezzo di copertina (soprattutto un esordiente non dovrebbe pubblicare libri troppo costosi);

  3. Il contratto perché i diritti nel settore sono molto importanti e non vanno sottovalutati; la qualità di stampa, che resta un’incognita fino a quando riceverete il libro fra le vostre mani, motivo per cui converrebbe affidarsi a un print on demand di cui avete esperienza diretta perché avete già sfogliato qualcosa pubblicato da loro;

  4. L’ISBN, ovvero il numero seriale che identifica inequivocabilmente la vostra opera e vi garantisce per il diritto d’autore

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