Il giardino di Mattia – di Daniela Ippoliti

Il giardino di Mattia

Il giardino di Mattia

di Daniela Ippoliti

Bibliotheka Edizioni

Dal sito dell’editore

Mattia è un ragazzo di 19 anni come tanti, con una vita normale, degli amici normali ed una famiglia altrettanto normale, fino a quando tutto tragicamente si interrompe per sempre perché Mattia muore in un incidente stradale con il suo scooter. Per cercare di sopportare il dolore per la perdita del loro amico e nel tentativo di trasformare un posto dove è arrivata la morte in un luogo dove poter ritrovare un po’ di vita e di allegria, gli amici di Mattia decidono di creare un piccolo, ma attrezzato giardino nella piazza dove il ragazzo ha avuto l’incidente mortale. Questo giardino non solo diventerà il punto di ritrovo per bambini e ragazzi ma sarà anche teatro di tante storie che si intrecceranno tra di loro, cosicché la vita di alcuni individui prenderà un decorso nuovo e del tutto inaspettato. Andando a scomodare la teoria sociologica sui “sei gradi di separazione”, il libro racconta di come l’esistenza di ognuno di noi sia spesso legata, tramite un filo invisibile, all’esistenza di un altro individuo e come l’aiuto che ci serve possa giungere da ogni direzione, anche la più impensabile.

Recensione

Una sera qualunque, Mattia e i suoi amici si trovano in pizzeria per stare un po’ insieme, poi lui salta sul motorino: deve tornare a casa e ripassare per il compito in classe di latino dell’indomani. Purtroppo un autista ubriaco contromano lo investe. Mattia muore sul colpo.

Questo ci viene raccontato nelle primissime pagine. Mattia muore subito, non facciamo in tempo a conoscerlo bene, non direttamente. L’autrice ce lo fa conoscere bene nel prosieguo, tramite i ricordi dei suoi amici, dei genitori, di chi lo ha conosciuto o anche solo incontrato di sfuggita.

Il giardino di Mattia è un luogo fisico, dove si ritrovano ogni giorno i suoi amici per ricordarlo, per stare ancora con lui. Un posto dove ognuno può portare qualcosa, un ricordo, un pensiero, e dove chiunque può essere se stesso. Mattia è il collante. Lui che non c’è più, è proprio colui che li tiene uniti. I suoi amici, e non solo, provano a dare un senso a una morte insensata. Ma è anche un posto metaforico: il percorso interiore che devono fare, la prima morte che li tocca da vicino, un’assenza improvvisa, imprevista e definita. L’elaborazione del lutto ha diverse fasi e diversi aspetti, l’autrice ce ne mostra alcuni.

Daniela Ippoliti ci racconta come la morte del giovane ragazzo abbia influenze diverse sui protagonisti: alcuni sono amici, altri semplici conoscenti, altri ancora non lo avevano mai conosciuto. Se è forse vero che ogni uomo è un’isola, è pur vero che, in maniera più o meno evidente, siamo tutti collegati e che non si può mai sapere che cosa si ripercuota anche nel nostro mondo, a volte piccoli movimenti venuti da lontano hanno eco anche da noi. Il libro si compone di tanti capitoli, racconta il prima, il durante o il dopo incidente.

È un libro sulla vita che va avanti, anche quando la vita non sembra più possibile.

Daniela

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