Il mercenario e la virago – di Monica Valentini

Il mercenario e la virago

di Monica Valentini

Trama

Lupo è un cavaliere dall’aspetto imponente, cupo e terrificante, che comanda un piccolo esercito di sbandati. Ma è anche un mercenario e quando il barone di Lenodo gli commissiona di uccidere il Moro, non esita a muovere verso il feudo dell’uomo che deve assassinare.
Rowena è una Lady inglese che ha sposato il Moro e che da poco è rimasta vedova a causa di un incidente. È uno scricciolo di donna, dalle lunghe chiome rosse, ma dietro al fisico minuto e fragile, nasconde il coraggio di una leonessa pronta a difendere con le unghie e con i denti il suo feudo e la sua gente.
Lo scontro tra Rowena e Lupo sarà inevitabile, ma a volte il destino riserva strane sorprese contro cui è impossibile combattere.

Recensione

XII secolo, Sud Italia, in un posto non ben definito, nell’immaginaria Spinata.

Rowena è vedova da tre mesi; non ha ancora comunicato al re il suo stato di vedovanza. Sa che il re le imporrebbe un marito probabilmente violento, non attento nei suoi confronti o nei confronti due sudditi, mentre lei ha imparato da Alessandro, suo defunto marito, ad amare il popolo e a rispettarlo. E adesso lo vorrebbe proteggere da un possibile re ingiusto.

Solo che nella lista dei papabili non c’è nessuno che faccia al caso suo. E lei non ha più tempo: deve trovare un nome da proporre al re prima che questi scopra l’inganno e condanni tutti per tradimento.

Lupo è stato ingaggiato per uccidere il Moro. Con l’inganno si introduce nella corte di Spinata e conquista la fiducia di tutti. O quasi.

La storia è per molti versi prevedibile: Rowena e Lupo si attraggono e si respingono. Sono destinati a stare insieme nonostante l’iniziale diffidenza e ritrosia. Lei ha i modi di una dama (o almeno così crede lei), lui è rozzo. Riescono a far emergere il meglio e il peggio uno dell’altra.

Lupo conquisterà la sua fiducia, dimostrandosi un ottimo cavaliere prima, e una persona dolce e comprensiva dopo. Lei, donna nel medioevo, ha dovuto indurirsi per farsi ascoltare e rispettare, e per guidare Spinata in assenza di un reggente.

Ci sono alcuni aspetti che non mi hanno convinta, alcune cadute di stile, a mio avviso. Alcuni dialoghi troppo moderni e alcuni passaggi un po’ ingenui. Però il libro l’ho divorato e questo vuol dire che, nonostante gli aspetti che non mi sono piaciuti o non mi hanno convinta, la storia scorre e volevo sapere esattamente come sarebbe andato a finire. Oh, lo si immagina da subito, ma proprio per questo, il fatto che lo abbia voluto leggere, indica che vi ho scorto qualcosa. La capacità di creare una storia che, per quanto già vissuta, coinvolga il lettore e gli impedisca di lasciarla a metà.

È una storia d’amore ambientata nel Medioevo, un periodo di continue guerre, scorribande e tradimenti. E proprio il tradimento, oltre all’amore, è il tema centrale del libro. Ci sono tradimenti fatti per un bene maggiore e tradimenti fatti per potere. Non sempre è facile distinguere gli uni dagli altri. E c’è l’amore: per un uomo, per una donna, per un amico, per la propria terra, per il popolo… L’amore che alla fine trionfa e il bene che vince sulla cattiveria.

Come dicevo, una storia d’amore più che un romanzo storico. L’ambientazione la rende più esotica, più intrigante. Una lettura piacevole.

Daniela

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