Hermanos – di A. Bogani, E. Pozzoli

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Hermanos

di Alessandro Bogani ed Edoardo Pozzoli

Edizioni Inspired Digital Publishing

Dal sito dell’editore:

America, fine dell’ottocento. Un pistolero eccellente poco riflessivo e molto esuberante, uno stratega infallibile e di poche parole, un ex-soldato americano pavido e pigro ed un medico senza le giuste qualifiche, ognuno in cerca della propria strada, si ritrovano in fuga dall’Arizona verso il Messico.

Ricercati con l’accusa di furto di un carico d’oro sia dall’esercito Americano che da quello Messicano e con la certezza della fucilazione in caso di cattura, si trovano costretti a mettersi sulle tracce dei veri responsabili che li hanno volontariamente cacciati in quella spiacevole situazione.

Una volta scoperta la destinazione dei lingotti e dei veri ladri, il gruppo avrà ancora il coraggio di cercare vendetta per la falsa accusa e di impossessarsi dell’oro?

Recensione

Mettiamo un carico d’oro, un bandito un po’ maldestro, suo fratello che lo vuole morto, un paio di amici, un esercito e un gruppo di rivoluzionari, misceliamo e shakeriamo bene… il risultato finale non è scontato. In questo caso i due giovani autori sono riusciti nell’intento di produrre un libro ben scritto, molto godibile e piacevole da leggere, e ironico al punto giusto. E non era facile.

La storia è all’apparenza semplice: un carico d’oro, conteso dall’esercito e dai rivoluzionari, un paio di banditi che cercano di impossessarsene, ma nulla va come deve. Il libro è un susseguirsi di colpi di scena, di ribaltamenti della situazione e delle alleanze, mantenendo sempre alto il livello, la tensione, la curiosità  e con una buona dose di ironia, che non fa mai male.

I personaggi sono tanti, ma sono introdotti un po’ per volta, e questo permette al lettore di conoscerli e familiarizzare, provare simpatia o antipatia. E poi ci sono le storie di famiglia, per lo più tristi, in quella terra di confine, martoriata da banditi senza scrupoli e tutori della legge incapaci. Ma alcune fanno sorridere e benvolere i protagonisti. C’è Julio, il maldestro del gruppo, quello un po’ stupido, ma con un gran cuore, leale e sempre sorridente. Poi c’è Rod, il fratello che lo vuole morto, considerato un genio e con un forte e radicato senso dell’onore. Attorno a loro girano amici, nemici, un altro fratello, compari, banditi, macchiette, familiari morti. Ognuno con la sua storia personale, quasi tutti con una vendetta da consumare. O un riscatto da realizzare.

“Spesso inseguire la vendetta può portare più dolore che sollievo”

Lo stile è leggero ed evocativo.

“Tuttavia, i passatempi del lurido grembo dell’Illinois non lo entusiasmavano poi chissà quanto. Il suo nuovo amico e la sua compagnia avevano passato la serata da un locale all’altro, ubriacandosi ed arrivando a quel grado di molestia appena sotto l’illegale, ma molto oltre la sopportazione”

L’ambientazione western è suggestiva, con i tramonti rossi dell’Arizona, le pianure e i deserti che tante volte abbiamo visto nei film.

“L’unica regola dei banditi era l’oro prima di tutto, ma la pelle prima dell’oro.” Ed è intorno a questa regola che si dipana la storia: di fronte all’oro non ci sono legami di sangue, di amicizia, parole date che tengano. Si fa di tutto per impossessarsene. Ma più importante ancora è salvarsi, non morire. E purtroppo, in una terra di scorribande, restare vivi non è semplice, ci vogliono bravura e fortuna.

Un bell’esordio, lieve, nonostante tutte le morti disseminate nelle pagine, e molto piacevole. Mi sono divertita molto a leggerlo, tutto d’un fiato.

Con un omaggio a Clint Eastwood e alla grande tradizione dei western (forse ce n’erano altri di omaggi, io ne ho colto solo uno, il più famoso. E non ve lo svelo).

Daniela

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