L’Animazione Dipinta di Priscilla Mancini (Tunué)

L’Animazione Dipinta di Priscilla Mancini (Tunué)

Nel nuovo saggio Tunué della collana Lapilli, Priscilla Mancini fa una vasta analisi sul cinema d’animazione indipendente italiano dal 1911 al 1949, donandogli nuova attualità                                         

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Descrizione (Dal sito dell’editore): Sono autori completamente indipendenti, eppure da qualche anno si è cominciato a parlare di loro come di una vera e propria corrente nell’ambito del cinema d’animazione. Massi, Toccafondo, Catani, Ferrara, Guidi, Cerri, Chiesa, Pierri, Ottoni, o i Neopittorici, come sono stati denominati, pur agendo in autonomia presentano stile e caratteristiche comuni.

Il saggio ne esplora l’azione cercando  le possibili radici della corrente, inquadrandone le specifiche e i tratti peculiari e completando la panoramica con analisi, interviste e veri e propri ritratti di ogni singolo autore.
Indispensabile per ogni appassionato di arte, nuovi linguaggi e animazione.

Recensione:

L’ho guardata a lungo la copertina di questo saggio, non ero certa che avrei avuto il coraggio di recensirlo per paura di non essere all’altezza. E invece l’ho trovato chiaro e comprensibile anche per un lettore impreparato. Mi ha così coinvolto l’argomento nuovo e inesplorato che mi è venuta voglia di vedere le creazioni della corrente neopittorica del cartoon italiano. Mi ritrovo nelle ultime frasi della prefazione:

“Prima di aprire questo libro non sapevate che cosa sono i Neopittorici. D’ora in poi, man mano, lo saprete. Io ho la certezza che ne sarete lieti. ”

Innanzitutto, l’autrice chiarisce che i neopittorici, accomunati da una “vicinanza geografica e tematica”, non si sono uniti consapevolmente attraverso un manifesto, ma nelle loro opere si possono rintracciare elementi che ci consentono di inserirli sotto una stessa influenza, quella neopittorica, appunto.

Temi che si ripetono, come la fuga, la memoria,  la parola (e il non detto), il colore (anche nell’assenza), soprattutto il rosso e il bianco e il nero, emergono nel cinema d’animazione italiano di pittori che disegnano direttamente sulle pellicole o avvalendosi di supporti interattivi ma sempre scegliendo l’indipendenza. Sono opere, quelle di Chiesa, Massi, Toccafondo (per citarne soltanto alcuni) che vivono nello spazio di un festival ma meriterebbero risonanza e diffusione per l’impatto artistico e invece rimangono confinati agli addetti ai lavori.

Fa piacere ritrovare molte donne: Elena Chiesa, Julia Gromskaya, Magda Guidi, Mara Cerri e Ursula Ferrara, la maggior parte formatesi alla scuola di Urbino, che condividono la passione per un’arte poco remunerativa ma irrinunciabile. E questa urgenza genera la corrente, che si sviluppa inconsapevole di se stessa ma inevitabile.

Ecco un esempio dell’opera di Simone Massi “Tengo la posizione”:

e “La Sagra” di Roberto Catani:

la sagra from roberto catani on Vimeo.

 

Biografia (Dal sito dell’Editore): Priscilla Mancini è nata a Lecco il 7 aprile 1981. Dopo il diploma linguistico, nel 2005 si è laureata all’Università degli Studi di Milano con il prof. Giannalberto Bendazzi. Nel 2006 ha pubblicato un saggio dal titolo La corrente neopittorica italiana, in L’animazione italiana e la nuova critica, Ed. Cuem Milano. è mamma di due bambini, web copywriter, articolista e critico d’arte. Tiene lezioni sulla storia del cinema d’animazione nelle scuole medie e superiori e incontri tematici nelle biblioteche.

Anita

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