Libreria Luigi, di Stefano Caso (Ianieri)

libreria luigi
Libreria Luigi
Libreria Luigi

Luigi è un libraio particolare. Dipendesse da lui non lascerebbe mai i suoi amati scaffali pieni di libri, dormirebbe nel retro come la prima notte dopo l’inaugurazione. Luigi ha un carattere solitario. La notte la sua libreria si popola di personaggi speciali, sono i protagonisti dei suoi amati libri che lo incoraggiano e spronano a vivere.

Luigi affronta quella che è comunemente definita la crisi dei cinquanta. A scatenarla è una cliente inacidita che, proprio il giorno del suo cinquantesimo compleanno, lo apostrofa senza peli sulla lingua, scatenando in lui la voglia di rivalsa troppo a lungo sopita. Gli ruotano intorno personaggi assai strambi: moglie, suocera e cognati. Persino Wanda, la sua  Panda rossa.

Tutta la narrazione è permeata di un sottile umorismo che tante volte mi ha regalato un sorriso, grazie alla scrittura vivace e coinvolgente. Di solito non mi appassionano le storie sulle librerie, ma l’autore di Libreria Luigi è riuscito nel difficile compito di sorprendere grazie agli imprevedibili accadimenti che si susseguono.

Lettura consigliata!

Estratto:

«Anche lei col naso che pende verso destra?».
«Chi ha parlato?».
«Il sottoscritto Vitangelo Moscarda, qui per servirla. Le stavo dicendo: anche lei afflitto dal suo volto che non conosce? Rendermene conto fu l’inizio del mio male. Pensavo di essere uno e invece ero centomila e poi nessuno».
«Conosco la sua storia, signor Moscarda: Pirandello è il mio autore preferito. Ma com’è possibile che lei mi stia parlando? Intendo dire, lei è soltanto il personaggio
di un romanzo…». 
«Soltanto? Lei mi stupisce, Luigi. E comunque non cambi discorso. Come lei ben sa, la mia pazzia cominciò proprio davanti a uno specchio. Colpa di una stupida frase di mia moglie che…».
«Io non finirò come lei».
«Ne è sicuro?».
«Ho solo bisogno di darmi un’occhiata».
«Be’, se si limiterà alla sola chioma, sarà un’occhiata alquanto rapida, vista la modesta quantità di capelli, oltretutto sbiaditi, che la compongono. Perlopiù sulla
nuca e appena al di sopra delle orecchie, a quanto vedo».
«Pochi ma buoni. Ultimi ardimentosi eroi della maschia resistenza contro l’implacabile evoluzione della specie, che ci vorrebbe tutti ricoperti di glabra cotenna suina. E comunque mi donano un fascino da intellettuale».
«Oh, quanta presunzione, signor Luigi! Lei vive ancora nell’illusione che gli altri la vedano come lei crede di vedersi. Che sciocchezza. Lei non è nessuno, dia retta a me. Lei è soltanto un misero corpo che chiunque può prendere per farne il Luigi che più gli aggrada. E comunque, osservandola meglio, sono costretto a informarla che la sua lunga barba è alquanto démodé»

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