Presentazione di “Con tutto il cielo in gola” di Daniela Palmieri – iQdB edizioni

Presentazione di “Con tutto il cielo in gola

di Daniela Palmieri –

i quaderni del bardo edizioni

Giovedì 6 aprile.

La biblioteca di Cavallino (Lecce) organizza sempre eventi interessanti, a cui io, puntualmente, riesco a non andare. Per i motivi più disparati. Più ci voglio andare, meno ci riesco.

Questa volta ho letto l’invito, ho pensato: “Interessante! Se riesco vado”, e poi basta, l’ho dimenticato. Completamente.

E poi la mattina ricevo una mail, un reminder dell’evento. “Bene, questa volta ci vado!” E difatti questa volta sono riuscita ad andarci.

Solita atmosfera informale. Poltroncine,sedie, un tavolino, 5 o 6 persone già accomodate. Alla spicciolata arrivano gli altri e per ultimo un gruppo di ragazzi di prima media di una scuola qui vicino.

Inizia la presentazione. Mi scuserà il relatore se non ricordo il nome, ma ho apprezzato tantissimo ciò che ha detto, una di quelle presentazioni che ti fanno venire voglia di leggerlo, il libro.

Ad aprire il romanzo una poesia di Bodini:

L’allodola e la luna sole nel cielo:
lei sorta appena e il passero spaurito
dal pino nero e i silenziosi spari
dei finti cacciatori in mezzo al grano nascente.
Nessuno l’attendeva. Nessuno attende.
Volava di traverso con tutto il cielo in gola.
Sotto di lei crollavano i papaveri,
un’ombra cancellava coi grossi pollici
il dolce vino e il viola del tramonto.

In una stanza in fondo, la memoria,
lasciata ai suoi più torbidi solitari,
di te non s’informava, fine d’un grande giorno:
giorno da meditare
davanti a una finestra, col silenzio alle spalle.

(da ‘La luna dei Borboni e altre poesie‘, 1962)

Del romanzo, della storia, ve ne parlerò a breve, quando scriverò la recensione. Oggi mi piacerebbe riportare l’atmosfera dell’incontro, la bellezza di farsi sorprendere. I ragazzi poi sono stupendi: fanno domande semplici, che a noi adulti non verrebbero mai in mente, intenti, come siamo, a pensare a cose più “profonde e complicate”. La loro sincera curiosità di capire come nascono le idee, qual è stato il percorso. E l’autrice, libraia storica di Lecce, figlia di libraia storica, sorpresa. In ascolto delle parole del suo libro come se lo scoprisse per la prima volta.

Non ho ancora letto il libro, ma dagli estratti letti giovedì sera, posso confermare la fluidità della scrittura, la facilità descrittiva con poche parole, pochi aggettivi, ma azioni e pensieri caratterizzanti; la capacità di descrivere l’atmosfera di un città, di un quartiere, di un condominio.

È una storia attuale, ambientata a Lecce, ma adatta a qualunque altra città. I protagonisti hanno pochi soldi e molta sofferenza, ognuno affronta la vita a modo suo, per come è capace. Poi si incontrano e ciò che nasce dall’incontro non me l’hanno detto, lo devo leggere e non vedo l’ora.

Ultima nota, poi vi saluto, la vorrei spendere per la casa editrice: I Quaderni del Bardo, di Stefano Donno.

Piccola realtà locale, con grande entusiasmo e passione. La loro collana si compone di pamphlet e già questo è lodevole. Esistono ancora i pamphlet e la notizia mi riempie di gioia. Sono molto attenti nella scelta dei testi, non hanno preclusioni di genere, solo di qualità. Se volete, andate a vedere il loro catalogo (lo trovate qui) o visitate la loro pagina Facebook (qui). La bellezza dei loro pamphlet è che sono veramente tascabili e facilmente leggibili. E spaziano in diversi campi, dai Doors alla poesia, alle storie locali.

Daniela

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