
Immagina di dover procedere con un arresto per spaccio e trovarti di fronte la “spaccina” in fin di vita.
Questo complica il tutto. Tra l’altro devi assolutamente essere puntuale all’uscita da scuola, visto che tua moglie se ne è andata.
E tu sei solo coi 3 figli.
Devi risolvere un tentato omicidio nella Bologna bene, nel mondo dell’arte, in particolare Ligabue. Nulla è come sembra e tu vedi molto più di quanto intendano mostrarti.
A sostenerti i tuoi colleghi: i vecchi e fidati, e i nuovi e ancora da scoprire
Tua sorella.
E tuo fratello che adesso è in carcere e non ti parla più. E per cui ti senti terribilmente in colpa.
Del resto ti senti in colpa per tutto, perché è così che funzioni
La sensazione al termine del libro è che le indagini fossero una scusa utilizzata dall’autore, Darien Levani per parlare di relazioni. Di prospettive, di giusto e sbagliato. Dell’eterno dilemma su chi o che cosa sacrificare, se ne valga la pena. Se siamo davvero delle brave persone.
Le dinamiche tra i personaggi sono state per me il cuore del libro. Lo scoprirsi un po’ per volte, il sorprendersi, le luci e le ombre di ognuno. Nessuno è assolutamente buono o cattivo; una mia buona azione può danneggiare qualcun altro, anche molto vicino a me. E io non lo posso evitare.
Tutto molto umano.
Molto reale
Quasi trecento pagine che scivolano con piacere. Uno di quei libri che inizi e non riesci a posare
Ancora una volta, sia Spartaco Edizioni sia Darien Levani, ci donano una bella storia in cui immergersi e da cui farsi avvolgere.
consigliato!
Qui trovate anche la recensione di “Tavolo numero 7“, che ricordo ancora con piacere a distanza di anni.