
Una delle tecniche che puoi utilizzare per agganciare da subito il lettore, è introdurre un conflitto in maniera esplicita.
Per spiegarti bene che cosa intendo, ti faccio un esempio concreto.
Prendi il libro “Omicidio fuori stagione“, di Arwin J. Seaman (a breve trovare la mia recensione su questo blog). L’autore, già nella prima pagina, ci dice che il protagonista sta tornando su un’isola su cui non sarebbe mai voluto tornare.
E poco dopo ci dice che c’è di mezzo una donna, e noi capiamo che è una relazione finita male.
Ce lo dice nel primo capitolo, prima ancora di vedere il cadavere.
In questo modo ci ha incuriositi. Vogliamo sapere che cosa è successo tra lui e questa donna. Chi è questa donna. Perché non la vuole nemmeno vedere?
Nel frattempo introduce gli elementi tipici del thriller: un cadavere e domande senza risposte.
Ma noi, a quel punto, siamo già nella storia. Non nella storia principale del thriller, della scoperta dell’assassino, ma nelle dinamiche, nella psicologia del personaggio.
Che poi è quello che tiene agganciato il lettore
Anche nei thriller e nei gialli, se i protagonisti sono piatti, per quanto interessante sia la storia, il libro non lascerà il segno, i personaggi verranno domenticati.
Il conflitto è il cuore di una storia che coinvolga il lettore. E deve essere un conflitto comprensibile, che chi legge può sentire suo.
Lo vediamo anche in Harry Potter: fin da subito Rowling dichiara che i Dursley sono persone “normali”, che non amano le stranezze. E noi capiamo che di stranezze ce ne saranno e vogliamo scoprire quali.
Nel primo capitolo ci sono civette, uomini col mantello e strani comportamenti.
Il lettore non può che andare avanti a leggere per capire che cosa significa. Chi sono? Che cosa stanno facendo e dicendo? Harry Potter è davvero loro nipote?
Non importa se chi sta da questa parte sa benissimo che non esiste quella magia e, pertanto, non può identificarsi come mago. Quello che la Rowling ha costruito, è un mondo estraneo a noi, ma che ci rappresenta perfettamente.
Voler essere diversi da chi si pensa di essere.
Scoprire di essere speciali .
Anche Sylar in Heroes, la serie televisiva, vuole essere speciale. E lo è. In maniera terribile, certo, ma lo è. E porta avanti la storia, insieme agli altri.
Il conflitto è uno degli elementi principali di ogni buona storia. Senza conflitto, la storia non è interessante.
Ci sono diversi tipi di conflitto, li vedremo in altri articoli.
Quando progetti la tua storia, devi sapere quali sono i conflitti di tutti i personaggi. E puoi decidere di mostrarne uno subito, anche se non c’entra col genere del tuo romanzo.
Abbiamo visto che Seaman introduce una storia di amore finita male in un thriller; puoi inserire un conflitto horror in una storia d’amore. Se funzionale alla storia e ben congegnato, può funzionare molto bene.
Prendi il romanzo che stai scrivendo – o anche saggio o racconto – e prova a inserirlo in maniera evidente da subito. Nella primissima pagina scrivi un accenno a questo conflitto e poi sviluppalo nel primo capitolo.
Esercitati.
Non è detto che lo userai in questo modo, ma se deciderai di farlo, saprai come farlo.
In ogni caso, il conflitto, in maniera più o meno esplicita, deve sempre esserci. È la tensione che fa procedere nella lettura. A te la scelta di quanto esplicitamente dichiararlo da subito, ma lo devi inserire
Daniela