“Del perché gli studenti odiano la scuola” di Flora Saki Giordani (Minerva)

del perché gli studenti odiano la scuola
del perché gli studenti odiano la scuola
del perché gli studenti odiano la scuola

L’interrogativo interessa da sempre insegnanti e studiosi e fino ad oggi non ha trovato risposta.

Forse perché alla domanda si cerca di dare soluzione con gli occhi dell’adulto.

L’autrice, giovanissima, classe ’96, che con questo romanzo ha vinto la prima edizione del premio Scintille di Minerva (di cui abbiamo avuto il piacere di leggere anche il secondo classificato), s’interroga da studentessa e come tale tenta di rispondere al quesito.

Il racconto inizia durante la prova di maturità di Eleonora, maturanda dai voti ottimi, che di certo farà uno splendido esame ma i suoi pensieri deviano dal foglio su cui dovrebbe concentrarsi per ripercorrere la strada che l’ha condotta a quella sedia da tanti così temuta, la seconda prova, la versione di greco.

Eleonora è una brava ragazza, ligia allo studio, la studentessa modello. Ha vinto le Olimpiadi della cultura antica, primeggia in ogni materia e tutti la osannano. Ma quanti la conoscono e la capiscono veramente?

Eleonora si interroga sulle questioni fondamentali dell’umanità con la freschezza di una ragazza , con l’ingenuità dell’adolescente, riconoscendo nella vita la dualità onnipresente di fato e merito.

Lei, infatti, ha avuto tutte le fortune del mondo: ottima famiglia e grandi possibilità. Ma è anche stata in grado di sfruttarle al meglio, per cui i suoi privilegi sono stati sì opera del fato ma anche messi a frutto dalla sua volontà.

I ricordi si intrecciano alle descrizioni di episodi del passato, ricordi piacevoli e altri meno dei cinque anni trascorsi tra i banchi del liceo classico, tra professori più o meno graditi e compagni più o meno assennati, piccole rivoluzioni giovanili e grandi ideali da difendere.

La narrazione scorre veloce fra i pensieri di Eleonora, l’autrice riesce a trasmettere l’energia della giovane protagonista con vigore e un linguaggio perfettamente adatto a quell’età. Si intuisce, comunque, dallo stile forbito e dai riferimenti, storici,  musicali e letterari la profonda cultura dell’autrice.

Molto belli gli Intermezzi, piccole oasi leggiadre, brevi estati in una storia che è la rappresentazione affrescata del mondo studentesco.

Estratto:

“La Magnani. La creatura più teneramente aderente al ruolo di maestra che lei avesse non solo mai potuto incontrare, ma addirittura immaginare nei suoi utopicissimi progetti di scuola ideale. Lei era l’Insegnante. Di più. Lei era per sua natura Insegnante di Greco. Anzi: lei era nata per insegnare Greco a Eleonora”

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