L’amica geniale, di Elena Ferrante

L’amica geniale

di Elena Ferrante

edizioni e/o

Descrizione

Il romanzo comincia seguendo le due protagoniste bambine, e poi adolescenti, tra le quinte di un rione miserabile della periferia napoletana, tra una folla di personaggi minori accompagnati lungo il loro percorso con attenta assiduità. L’autrice scava nella natura complessa dell’amicizia tra due bambine, tra due ragazzine, tra due donne, seguendo la loro crescita individuale, il modo di influenzarsi reciprocamente, i buoni e i cattivi sentimenti che nutrono nei decenni un rapporto vero, robusto. Narra poi gli effetti dei cambiamenti che investono il rione, Napoli, l’Italia, in più di un cinquantennio, trasformando le amiche e il loro legame. E tutto ciò precipita nella pagina con l’andamento delle grandi narrazioni popolari, dense e insieme veloci, profonde e lievi, rovesciando di continuo situazioni, svelando fondi segreti dei personaggi, sommando evento a evento senza tregua, ma con la profondità e la potenza di voce a cui l’autrice ci ha abituati. Si tratta di quel genere di libro che non finisce. O, per dire meglio, l’autrice porta compiutamente a termine in questo primo romanzo la narrazione dell’infanzia e dell’adolescenza di Lila e di Elena, ma ci lascia sulla soglia di nuovi grandi mutamenti che stanno per sconvolgere le loro vite e il loro intensissimo rapporto. 

Recensione:

L’amicizia non finisce mai. Le amiche si incontrano, si scelgono, si cercano, si respingono. Le amiche si invidiano, si spronano, si difendono e proteggono. Le amiche, quelle vere, di essere profondamente unite non smettono mai. Cambiano insieme, mentre attorno a loro il mondo cambia e si attorcigliano, si avvinghiano sempre più l’una all’altra, anche se sono lontane, anche se la vita e il tempo le rendono diverse. Le amiche, quelle vere, non smettono mai di rincorrersi, spingersi, cercarsi e trovarsi. Lina e Lenù, Elena e Lila, sono vere amiche e lo si intuisce dalla prima pagina di questo romanzo: lo intuiamo subito, che sono amiche, ma intuiamo presto anche quanto siano diverse fra loro. da una bambola perduta, dal disegno della scarpa perfetta e da un libro preso in prestito. Il primo romanzo dell’importante quadrilogia di Elena Ferrante riguarda l’infanzia e l’adolescenza. Le due bambine crescono e si scontrano, legate sempre da un filo invisibile che le accompagna nel rione ossuto di Napoli, dove per crescere si deve sgomitare, le passeggiate diventano risse, si devono ingaggiare battaglie di capodanno e non sempre chi è più “geniale” può proseguire gli studi. Le due amiche allo stesso tempo illuminano ed eclissano, sono complementari, si attraggono e respingono sempre in un perfetto equilibrio. E questa amicizia, così conflittuale e passionale è la vera protagonista del romanzo. Perché le vite cambiano, le persone si separano, viaggiano su esistenze parallele ma sempre si rincontrano. 

Una scrittura vivida e sincera, il racconto inizia da una scomparsa. anche dopo anni di silenzio e assenza, le amicizie non mutano, le amiche non dimenticano. Lucido e scarno, il racconto degli eventi procede senza che il lettore possa smettere di leggere perché la semplice concatenazione degli avvenimenti si intreccia e si dipana davanti ai suoi occhi avvincendolo e obbligandolo a voltar pagina.

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