Pubblicità

“Lettera di una sconosciuta” – Stefan Zweig

Amori non corrisposti ne abbiamo? Bene, perché quella raccontata in “Lettera di una sconosciuta” di Stefan Zweig (1922) è una storia che può essere stucchevole e struggente nello stesso momento. Può essere anche ascoltata su youtube. Io l’ho ascoltata su Audible. Esistono alcune versioni cinematografiche melodrammatiche.

Cos’è “Lettera di una sconosciuta”

Uno scrittore riceve una lettera anonima: una donna lo chiama amore e gli racconta di avere appena perso un figlio. In questa lunga, accorata lettera gli racconta l’ardore nei confronti dell’uomo, iniziato in adolescenza e proseguito per anni. Ma questa sconosciuta è poi davvero una sconosciuta?

Punti di forza

Mi ha subito colpito la tenerezza della voce narrante: in maniera tanto cieca quanto verosimile, la sconosciuta esprime la sua devozione rimasta immutata negli anni. Ascoltando il pudore con cui spiava il suo vicino di casa e la gratificazione di essere vista e trattata come una donna, questa donna viene voglia di abbracciarla.

E poi c’è la bellezza di un amore è che è stato preservato per anni nella sua genuinità adolescenziale. Accanto alla donna-angelo eccolo qui, l’uomo-angelo: amato dalle donne perché le donne le ama, sia quando le deve pagare sia quando gli si offrono. Il libertinaggio fa parte proprio della sua natura.

La leggerezza, però, spesso fa vittime.

Però, però, però…

Si può guardare questa lettera come emblema dell’amore non corrisposto? O dovrebbe forse contribuire a denunciare la superficialità in amore, visto che il protagonista è punito dalla notizia che apprende alla fine della lettera?

Ho voluto ascoltare questo libro con le orecchie di un’adolescente, che aspetta con devozione il momento in cui sarà notata: da questo punto di vista è una narrazione bellissima, struggente e profonda. Procedendo verso la fine, però, la sconosciuta giustifica e solleva sempre più insistentemente – forse troppo – il suo destinatario da qualunque colpa: ne perdona il vizio, le bugie, il ghosting. Allora ho preso la stima che nutro nei confronti di Stefan Zweig come lente di ingrandimento e ho provato anche a guardare alla novella con gli occhi del terzo millennio.

Ho iniziato a vedere che quello di “Lettera di una sconosciuta” è stato un amore tossico, nascosto, spericolato. La protagonista si abbandona al sacrificio sapendo che è inutile provare a presentarsi: il proprio comportamento la mette automaticamente in una categoria inferiore, mentre lui resterà per sempre impunito, per sempre vivo. Al lettore l’ardua sentenza se le cose, a distanza di un secolo, siano cambiate o no.

Cristina Mosca

Pubblicità