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Un bravo scrittore ti fa pensare ciò che vuole lui.

E tu non te ne accorgi nemmeno

Accade perché la lettura non è un esercizio di contemplazione passiva, ma una danza biologica tra chi scrive e chi legge.  Partiamo da un dato scientifico: le parole che utilizziamo, leggiamo e ascoltiamo suscitano reazioni fisiche in noi, nel cervello e nel corpo.

Al sentire certe parole o espressioni possiamo irrigidirci o rilassarci. Il nostro cervello produce ormoni che poi vanno in giro per tutto il corpo.

Se io scrivo un’espressione come “rosso sangue” tu avrai una reazione diversa che se scrivo “rosso come l’amore“.

Rileggi con calma quello che ho scritto e presta attenzione alle reazioni del tuo corpo.

Io sento chiusura e oppressione nel primo caso, apertura e prati sterminati nel secondo.

E vedi come, invece di dirti le mie reazioni corporee, ho continuato per immagini?

Avrei potuto scrivere: avverto una restrizione al livello dello stomaco e il mio respiro si fa più corto e rapido, mentre nel secondo caso il respiro rallenta e diventa più profondo mentre i muscoli addominali e delle gambe si rilassano.

Da una parte ho evocato, dall’altra ho descritto (puoi rileggere qui l’articolo di settimana scorso in cui ne parlo)

Vanno bene entrambi: in certi casi è necessario descrivere. L’optimum sarebbe alternarli. Devi imparare a gestirli e dosarli, quando uno e quando l’altro.

Con quelle parole io posso fare anche un’altra operazione.

Se scrivo:

Indossava un abito rosso sangue, che creava un contrasto perfetto con i capelli neri e lucidi che ricadevano morbidi su spalle e schiena

oppure
Indossava un abito rosso come l’amore, che creava un contrasto perfetto con i capelli neri e lucidi che ricadevano morbidi su spalle e schiena

Tu, inconsapevolmente, stai già ipotizzando che cosa succederà. In un caso penserai che ci sarà violenza, aggressività o comunque che quella ragazza, me la immagino bellissima, nasconda un oscuro segreto o stia per imbattersi in qualcosa di oscuro. Sanguinario, appunto.

Nel secondo caso penserai a una scena d’amore.

Perché l’ho evocato: del cercare di definire il tipo di rosso dell’abito, io ho influenzato il tuo cervello. E non importa se succede qualcosa in questa scena o in un’altra, tu hai collegato sangue o amore a quella ragazza. E ti aspetti che succeda qualcosa in linea con le tue aspettative nel prosieguo della storia

Quando scrivi, soprattutto le descrizioni, chiediti che cosa vuoi evocare.

Puoi anche scegliere di evocare il sangue per far crescere tensione e deviare le ipotesi del lettore su una falsa pista, o evocare l’amore di modo che il colpo di scena sia più inaspettato.

A te la scelta, ma che sia sempre consapevole.

Delle parole c’è tantissimo da dire, ci torneremo. Per oggi allenati con quanto abbiamo visto qui e fammi sapere come procede la tua scrittura.

Daniela

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