Cosmetica del Nemico di Amélie Nothomb

Cosmetica del Nemico di Amélie Nothomb
Cosmetica del Nemico di Amélie Nothomb

Sinossi dal sito dell’editore:

All’uomo d’affari, già irritato per la snervante attesa in aeroporto, non poteva capitare di peggio: uno sconosciuto impiccione, attaccabrighe, molesto. Un giallo? Forse. Certamente un’indagine sulla doppiezza dell’uomo e sulla sua cecità, condotta in dialoghi mozzafiato.

Recensione:

Il linguaggio caustico ed essenziale, un titolo vincente e un’autrice che non avrebbe bisogno di presentazioni. Con Cosmetica del nemico mi avvicino ad Amelie Nothomb e non nego di essere dispiaciuta che sia durato così poco. Un concentrato di arguzia, scacco al lettore e semantica della parola.

“Quando si è destinati a diventare colpevoli, non è necessario avere qualcosa da rimproverarsi. Il senso di colpa si aprirà un varco con qualsiasi mezzo.”

Un breve arco temporale, poche ore in un luogo che di solito non trattiene le storie, l’aeroporto e infatti siamo spettatori di un personaggio di passaggio. Un protagonista come tanti, Jérome Angust, un uomo d’affari che attende la chiamata per il suo volo che è in ritardo. E uno scocciatore, Textor Texel, di quelli che ti fanno temere per la tua incolumità e da cui non puoi scappare perché ha già previsto tutto.

“È tipico del cervello umano concentrarsi sui dettagli per non dovere affrontare l’essenziale.”

Dal fastidio del protagonista all’ineluttabilità del destino, in un vortice di parole serrate, dialoghi incalzanti ed angoscia, la Nothomb ci pone davanti alla paura dell’altro che in realtà è una domanda: quanto conosciamo noi stessi? “La cosmetica è la scienza dell’ordine universale, la morale suprema che determina il mondo», dice il protagonista Texel, «Non è colpa mia se gli estetisti hanno recuperato questa parola ammirevole” è un testo asciutto, sembra pensato per il teatro con domande e risposte serrate in cui lo scetticismo e lo sdoppiamento del personaggio lasciano nel lettore un senso di irrequietezza. Soprattutto perché è un giallo, c’è un assassino da scoprire, e deve per forza trovarsi lì, con loro.

“Questa mania di dare del pazzo a quelli che non si comprendono! Che pigrizia mentale!”

Biografia:

Amélie Nothomb nasce nel 1967 a Kobe, in Giappone, dove il padre, rampollo di un’antichissima e nobile famiglia belga, è diplomatico. Trascorre l’infanzia e la giovinezza in vari paesi dell’Asia e dell’America, seguendo i genitori nei loro continui cambiamenti di sede.

http://www.voland.it/voland/scheda.aspx?titolo=375

Anita

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