Bacio di fuoco – Ilaria Varese (La Corte)

La storia riprende un paio di mesi dopo. Avevamo lasciato Gwen e Chase, suo fratello, diretti in California, da zio Dom. E lì li ritroviamo: da zio Dom.

Lo zio è un licantropo biondo e affascinante, ma, a differenza della maggior parte dei suoi simili, non sembra intenzionato a sposarsi. Chase e Gwen sono ospiti a casa sua, gli hanno invaso il piccolo appartamento a L.A.. Lei la notte ha sempre degli incubi e di giorno spesso attacchi di panico. Chase lavora, il solo modo che ha trovato per non pensare.

A che cosa? A tutto! A quello che hanno passato, al non sapere se i loro amici sono ancora vivi o no, a Rachel, la sua fidanzata, Michael, il suo migliore amico, e poi Benjamin e tutti gli altri. Nicholas li avrà risparmiati? Che cosa starà facendo loro? Nessuno è più raggiungibile, impossibile sapere se siano ancora vivi o no.

Gwen intanto affonda nella tristezza, non vorrebbe uscirne, non sa nemmeno da dove iniziare. Ha perso tutto e si sente in colpa. Ogni notte sogna Nicholas e piantargli una pallottola in mezzo agli occhi la farebbe stare meglio, ma al momento non c’è la minima possibilità.

Come se non bastasse Maurice, il licantropo di Lebanon, che le ha giurato protezione, la viene a trovare nei sogni.

Insomma: la situazione è piuttosto complicata e poi… e poi Christian Arden, il capobranco di L.A. insiste per incontrarla. Alla fine cede, per forza, non può nascondersi per sempre.

E qui comincia un altro capitolo, un’altra storia.

I romanzi rosa sono quanto di più falso possa essere messo in vendita sugli scaffali. Raccontano una realtà distorta, come se l’amore fosse qualcosa di predestinato a cui tutti devono ambire per sentirsi completi e, quando lo trovano, improvvisamente tutto funziona. E vissero per sempre felici e contenti.

Anche se odierebbe ammetterlo, è proprio ciò che capita a Gwen: si innamora all’improvviso, senza accorgersene, senza aspettarselo. Lei continua a considerarsi difettosa, ma finalmente qualcuno le fa notare che non lo è, che è solo diversa e, forse, molto più potente di quanto creda. Non si trasforma in lupo, ma ha una capacità che nessun altro altro possiede.

Vorrebbe restare fuori dal branco, ma ci si ritrova ancora più invischiata.

In questo secondo capitolo Ilaria Varese riprende alcuni temi del primo volume e li riadatta o li sviluppa, inserendone altri: il rapporto fratello – sorella, il concetto di famiglia che qui si allarga, le aspettative che nutriamo nei confronti di chi ci è vicino, a volte caricandolo di troppe responsabilità senza rendercene conto. I legami indissolubili, la ricerca dell’amore e la necessità di star bene, cosa che ognuno vive a modo proprio. L’interdipendenza di tutti noi.

Ci sono alcuni déjà vu in questo libro, ma l’autrice è brava a ribaltarli, a dar loro un nuovo significato.

E anche Gwen, suo malgrado, è costretta a evolvere e modificarsi un po’, rinunciando ad alcune convinzioni a cui pare aggrapparsi senza motivo, se non quello che le sono familiari.

Un altro bel capitolo, avvincente e con elementi nuovi.

Avevo capito che fosse una dilogia, invece no. Questo secondo capitolo non conclude la storia, ma posso affermare che ci regala nuove emozioni e aumenta la curiosità di sapere come andrà a finire.

Daniela

Ringraziamo la casa editrice per la copia digitale

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