
Bright I burn, di Molly Aitken
Bello, bello, bello!
Bright I burn di Molly Aitken è da leggere! Assolutamente!
Abbiamo appena avviato la collaborazione con questa nuova casa editrice – i primi titoli sono usciti il 4 maggio – e ne siamo già innamorate!
Il libro racconta la storia di Alice, una donna di Kilkenny, Irlanda, vissuta a cavallo tra il 1200 e il 1300
La prima donna irlandese a essere condannata per stregoneria.
Come si è arrivati a questa condanna?
Alice era molto bella, desiderata, ma più di tutto non le si poteva perdonare di sapere quello che voleva e far di tutto per raggiungerlo
Non si poteva ammettere che fosse più brava, e più ricca, degli uomini. Più furba e, in molti casi, più intelligente
Di sicuro imbrogliava: c’era senza dubbio della malvagità. Si era unita col demonio, dicevano i pettegoli, incapaci di vivere una vita propria.
“Per noi, implicitamente e segretamente, l’albero era più sacro di qualsiasi chiesa“.
Sacrilegio! Preferire la natura alla chiesa, considerarla sacra, imparare da lei e rispettarla
Conoscere le erbe, saperle usare, amare la natura… chiari segnali di stregoneria!
Così come amare il sesso. Quale donna amerebbe il sesso se non fosse posseduta? Dicono i soliti maligni
Qual è il suo segreto?
“il piccolo francescano ha vietato qualsiasi celebrazione del primo raccolto nelle chiese, perché sono troppo gioiose, ma non c’è modo di trattenere la gente“
Alice è una donna complicata; ha senza dubbio compiuto azioni che la porterebbero dritta all’inferno, se solo ci credesse, ma non è una strega. Vive la vita a modo suo
Ha un figlio, avuto col primo marito, che ha educato secondo ciò che riteneva meglio per lui.
E poi ha avuto uomini.
Alcuni li ha sposati, altri no
Bright I burn ci porta nella fredda Irlanda medioevale. Nei cortili fangosi, all’ombra del sorbo, piantato da sua madre, lei sì una “strega” che conosceva benissimo i poteri delle erbe e le coltivava.
Questo libro è una meraviglia anche per gli occhi e per il tatto: le pagine sono ruvide, spesse, coi bordi colorati, come si usava un tempo
La traduzione di Teresa Gallicchio è precisa e trasmette perfettamente l’atmosfera e le sfumature
Un libro da vivere, assaporare. L’ho letto in un fine settimana; non volevo lasciare Alice, né Petronilla. Volevo stare con loro. Camminare al loro fianco. Sentirle parlare.
Una storia al femminile, piena di uomini piccoli, incapaci – tranne rare e apprezzate eccezioni- di reggere il confronto con donne determinate, forti, salde nel loro essere.
Consigliato a chi ama le streghe, le storie di donne, l’Irlanda e il Medioevo.
Daniela