
Ho appena finito Ci vediamo per un caffè, ma più lo leggo più mi rendo conto che questa recensione non può parlare solo di un capitolo. Deve parlare di tutta la serie, perché ogni libro segue la stessa struttura e, soprattutto, la stessa lezione: Finché il caffè è caldo. Trovate tutti i libri su Audible
La regola è sempre quella: si può tornare indietro nel tempo, ma non si può cambiare il presente. Quello che è già avvenuto, avverrà comunque. Eppure è proprio questo vincolo a rendere i libri di Kawaguchi così potenti: se non si può cambiare il passato, allora il viaggio deve servire a qualcos’altro.
E quel qualcos’altro è quasi sempre lo stesso: le persone tornano indietro perché sentono di aver perso un’occasione, di non aver detto qualcosa a chi amavano. Ma quello che scoprono, quasi ogni volta, è che l’altra persona già sapeva. Era già più saggia di quanto pensassero. Il momento perso, in realtà, non era mai davvero perso.
Quello che cambia, allora, non è il passato: è la persona che ci torna. E cambiando se stessa, cambia anche il proprio futuro. È il modo di leggere e raccontare il passato a determinare come si vive il presente, e quindi come si costruisce ciò che viene dopo. Questa, per me, è la vera lezione della serie.
Sono storie toccanti, raccontate sempre con quel tono leggero che è la firma di Kawaguchi (e che nell’audiolibro trova un alleato perfetto nella voce di Andrea Oldani). Le consiglio proprio per questo: non ti fanno rileggere il passato con rimpianto, ma con uno spirito di crescita. Non è un invito a piangersi addosso, ma un invito alla relazione, perché in questi libri le relazioni sono sempre al centro.
Daniela