
#NonLeggeteQuestoLibro: “In ultima analisi”.
Potresti pensare che sia per il periodo storico in cui è stato scritto il libro, anni 60, ma negli ultimi tempi ho letto diversi #vintage ed erano più coinvolgenti di questo (leggi qui, per esempio)
L’ho ascoltato e davvero non vedevo l’ora, mi ispirava tantissimo.
La protagonista è una docente universitaria pesantissima e noiosissima, piena di sé e per nulla interessante.
Lo ammetto: arrivata a due terzi di “In ultima analisi” sono saltata direttamente all’ultimo capitolo, certa che non mi sarei persa nulla di interessante.
E così è stato.
La protagonista fa un luuuungo monologo in cui spiega tutto: come se avessi ascoltato il libro per intero
La storia: una ragazza viene trovata pugnalata sul lettino del suo analista. Il primo sospettato è l’analista stesso. La docente universitaria, amica dell’analista ed ex insegnante della vittima, indaga per conto proprio sull’omicidio.
Peccato! Un’occasione persa. Le premesse incuriosivano, ma decisamente non è il tipo di lentezza né di protagonisti che io riesca ad amare
Non c’è pathos: solo una lunga, infinita e sonnolenta lista di azioni.
Per me è un no, ma, come sempre, sono gusti
Daniela