BTS: Le parole lo sanno – Marco Franzoso (Mondadori)

Un diario trovato su una panchina, in un momento di relax ritagliato dagli impegni di lavoro.

Una storia strana, che inizia male e finisce peggio, ma nel cui mezzo c’è amore, tanto. Quello per la propria famiglia, per i genitori, per il figlio, per la vita, e quello per uno donna sconosciuta, che si conosce pian piano.

Ad Alberto è appena stato diagnosticato un cancro al colon, una di quelle malattie che non ti lasciano scampo. Per di più lui è medico, e anche se cardiologo conosce benissimo il decorso, le reazioni, le possibilità di contrastare la malattia.

Non trova pace. L’unica cosa che vuole è isolarsi dal mondo, non avere contatti con nessuno. Si finge cieco, come protezione, per mettere una barriera tra sé e gli altri.

Era tutto ciò di cui avevo bisogno. Difendermi dalla paura, se non dal male.

E se ne va su una panchina in un parco, quello della sua infanzia. Un posto dove trova pace.

Solo che…

Solo che c’è una giovane donna che si siede di fianco, e inizia a parlargli. Lui non la vuole ascoltare, ma lei va avanti, non si ferma. E giorno dopo giorno il fastidio iniziale si trasforma in qualcos’altro. Lei ha bisogno di lui, ma è soprattutto Alberto, alla fine dei suoi giorni, quando pensava che la vita non avesse più niente da offrirgli, ad aver bisogno di lei e a godere della sua presenza. Lei, Flavia, dà un senso alle sue giornate, al suo percorrere questo ultimo tratto di strada. Non in solitudine, cieco e sordo agli altri, ma con una piccola compagnia, qualcuno che ti tiene per mano e che ti costringe a guardarti ancora intorno, per le ultime volte, e godere dei colori, del vento in faccia, dei sapori. Qualcuno che ti aiuta a dare un senso nuovo alla parola amore.

Non c’è un lieto fine in senso proprio, non un vissero tutti felici e contenti, ma c’è un altro lieto fine: quello di chi fa pace con se stesso e con la vita.

Di chi rivede i propri cari sotto una luce diversa, li comprende e li perdona per ciò che loro stessi non sono riusciti a perdonarsi. Come il padre, per cui la vita “è qualcosa che necessita di impegno contrasto e lotta” e che non si perdona di aver contribuito alla bocciatura di un suo allievo. Perché per lui quello è il fallimento, ma peggio ancora l’aver rinunciato alla lotta, non credere più che le cose possano cambiare.

Alberto vede questo e molto altro, adesso che si finge cieco, gli appare tutto più chiaro e luminoso.

Abbinamenti:

Alberto è un solitario. Vorrebbe isolarsi per leccarsi da solo le ferite, ma qualcuno glielo impedisce. Non solo, si finge anche cieco. Quale animale allora lo puoi rappresentare meglio della talpa? Un animale che scava buche, vive il più possibile da solo e che si vede poco in giro.

Flavia che arriva leggera, in punta di piedi e si insinua nella vita di Alberto, lasciando il segno. E modificando l’atteggiamento di Alberto, senza saperlo. Mi ricorda un picchio: giorno dopo giorno scava l’albero e lascia il segno

Franca, la madre di Alberto: un tempo solare, piena di vita, si è incupita e diventata seria per adattarsi al marito. Fuori casa cambia pelle e diventa solare. È lei a tenere insieme la famiglia. È una farfalla foglia secca: già dal nome si capisce che è una farfalla che assomiglia a una foglia secca, per questo si mimetizza molto bene, è difficile da individuare. Eppure vola, può vedere cose meravigliose. Potrebbe essere altro, ma si accontenta di non farsi vedere. E non disturbare.

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Il padre invece ha perso l’udito. Non è mai stato particolarmente vivace, ma da giovane credeva che le cose potessero cambiare, che un mondo migliore fosse possibile. Con l’avanzare dell’età ha perso l’udito e con la morte della moglie ha perso tutta la vitalità che gli restava. Mi fa pensare al gatto bianco. Ci sono dei gatti bianchi con gli occhi azzurri che spesso, per questioni genetiche, soffrono di ipoacusia. Inoltre, nonostante le credenze popolari, i gatti soffrono molto per la perdita della persona a cui sono più affezionati. Chi ne ha avuti sa che scelgono una persona in famiglia, e se questa viene a mancare, ne soffrono terribilmente. Per questo ho scelto questo abbinamento, anche per il rispetto e l’ammirazione che nutro io per questi felini.

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2 commenti su “BTS: Le parole lo sanno – Marco Franzoso (Mondadori)

  1. Ciao! che abbinamenti! Quello della farfalla foglia secca è strepitoso, ma anche il picchio. Complimenti per questo post, mi ha regalato la tua visione dei personaggi, arricchendomi post lettura. Un abbraccio.

  2. chilidilibri il said:

    grazie Barbara!

    mi hai venire in mente che io ti ho detto quello che penso del tuo abbinamento in privato, ma adesso lo vado a dichiarare al mondo… sul tuo blog 😉

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