Blogtour Ferryman – di Claire McFall (LainYA)

Buongiorno!

Oggi è la nostra tappa. Ringraziamo Il regno dei libri, Libri libretti e librari, I miei magici mondi e Leggendo romance che ci hanno precedute con bellissimi articoli e recensioni. Non vediamo l’ora di leggere anche quelli di My crea bookish kingdom e The reading’s love che ci seguiranno nei prossimi giorni.

La storia l’avete già più o meno letta negli altri blog. Ecco come l’abbiamo vissuta noi.

Recensione

Dylan è insicura, non ha amici, a scuola è spesso oggetto di scherno, la sua sola amica è lontana. Ma oggi è una giornata speciale: finalmente conoscerà di persona suo padre. Non vede l’ora di scoprire com’è fatto, di passare del tempo con lui per recuperare gli anni di silenzio. Prende il treno in anticipo, per arrivare prima. Solo che non ci arriverà mai.

In galleria succede qualcosa, un incidente, e lei ne esce. Non si sa come, ma ne esce. Per poi scoprire che invece è morta.

«Io sono un traghettatore», cominciò. Si era guardato le mani per tutto il tempo, ma in quel momento sbirciò rapidamente il viso di lei. Era semplicemente incuriosito. Tristan prese un respiro profondo e continuò: «Guido le anime attraverso la terra perduta e le proteggo dai demoni. Rivelo loro la verità, poi li accompagno alla loro destinazione».
«E qual è?».
Una domanda chiave. «Non lo so». Fece un sorriso triste. «Io non ci sono mai stato».

Dylan l’aspetta, sa che andrà con lui. Il viaggio è lungo e pericoloso. Devono fare in fretta, devono raggiungere la casa sicura, altrimenti i demoni la porteranno con loro giù, all’inferno. E nessuno lo vuole. Dylan e Tristan si conosceranno meglio durante il viaggio. Dylan è diversa dalle altre anime, è una pura, altruista. Si preoccupa per Tristan e, senza accorgersene, gli fa abbassare le difese e nascere dubbi, domande. Dylan prova compassione per lui, costretto a fare avanti e indietro in quei luoghi, a traghettare anime che non rivedrà più, per accompagnarle in un luogo a lui proibito. Tristan, dal canto suo, si accorge che certe anime vanno protette e salvate a ogni costo, e non perché sia il suo compito, ma perché se lo meritano, perché sono anime belle.

«Ci sono io», le rispose, e la sicurezza nella voce di lui le infuse coraggio, sciogliendole il gelo che aveva nel petto. Lui le prese la mano, intrecciò le dita alle sue e le strinse. Dylan si rese conto, con un sussulto, che quella era la prima volta che si toccavano. Nonostante l’orrore di quel momento, si sentì quasi intimorita dal contatto. La mano di Tristan era calda, e la stretta sulle sue dita forte. Immediatamente, Dylan si sentì al sicuro. La sicurezza del ragazzo, evidente in ogni sua parola, contagiò anche lei.
«Andiamo», disse Tristan.

Il loro è un amore impossibile. Non possono stare insieme: lei deve andare oltre e lui deve continuare  a traghettare anime. Per quanto ancora non si sa. Cercheranno di trovare il modo di stare insieme, per vivere un amore unico, al di là del tempo e dello spazio. Un legame improvviso e forte, che vuole andare, letteralmente, oltre la morte.

Ormai non riusciva a immaginarsi senza di lui. Era come se fossero stati insieme per molto più tempo, non soltanto qualche giorno. Lo guardò, impregnandosi dell’immagine del suo viso, tentando di memorizzare ogni dettaglio.

Un libro da leggere d’un fiato, per sognare e sperare con loro che, nonostante le difficoltà, i demoni e le imboscate, loro possano stare insieme. Perché se ci riescono, vuol dire che l’amore vince tutto. E chi non vuole un amore totale, capace di abbattere qualsiasi barriera?

Ferryman: le origini

Nel leggerlo mi sono venuti in menti tanti altri racconti, libri, episodi e miti. Ne affronterò qualcuno, qui. Quelli che, secondo me, sono più evidenti.

Iniziamo dal mio di Caronte. Chi non lo conosce?

Fa parte della mitologia classica, greca e romana. Non viene certo presentato come un simpaticone, anzi. Virgilio nell’Eneide ce lo descrive come un vecchio dall’aspetto squallido, mentre Dante, ne La Divina Commedia, lo dipinge sempre come vecchio e arcigno, indisponente e violento.

«Caron dimonio, con occhi di bragia
loro accennando, tutte le raccoglie;
batte col remo qualunque s’adagia»

Non fa passare tutti: i non sepolti, per esempio, sono costretti a restare al di qua dell’Acheronte, il fiume dell’Ade. E non vuol far salire Dante, tanto che Virgilio deve zittirlo con un

E ‘l duca lui: “Caron, non ti crucciare:

vuolsi così colà dove si puote

ciò che si vuole, e più non dimandare”.

Caronte era il traghettatore, dunque, ma a differenza di Tristan deve attraversare un fiume – lo Stige o Acheronte, a seconda delle fonti – e non una terra desolata, per portarli in salvo. È l’unico essere in grado di farlo e lo fa regolarmente, non ci sono storie che ci raccontino di personaggi che non siano passati. Una volta che Caronte prende in carico qualcuno, porta a termine il compito. Una curiosità: si dice che volesse essere pagato, per questo c’era l’usanza di mettere una moneta sotto la lingua dei defunti oppure sugli occhi, di modo da garantire ai propri cari il passaggio all’Aldilà.

Anche se, a dire il vero, Tristan assomiglia molto anche a Virgilio, che deve scortare Dante attraverso inferno e purgatorio per poi affidarlo, alle soglie del paradiso, a qualcun altro (Beatrice) perché lui non può andare oltre.

Tristan: ricorda chiaramente Tristano, di Tristano e Isotta. Entrambe le coppie vivono un amore clandestino, che non dovrebbe essere. Devono superare prove e ostacoli. Il loro amore non era scritto da nessuna parte, non doveva essere, entrambi avrebbero dovuto prendere strade diverse e parallele, ed entrambi lottano per il loro amore, cercano una via alternativa per non soccombere. Tristano e Isotta al termine della storia muoiono, mentre Dylan e Tristan sono già morti.

Un altro rimando è a The waste land, di T. S. Elliot. Un poema suddiviso in 5 titoli, in cui la morte è un tema ricorrente. L’ambientazione di Ferryman, oltre al fatto che viene definita, appunto, terra desolata, richiama il poema dell’autore.

Daniela

Ringraziamo Fazi LainYA per la copia omaggio

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