
Un canone italiano, perché no? Nonostante il suo autore dichiari che non è questa l’intenzione con cui nasce, “Cento per cento. Cento titoli per cento anni di letteratura (1900-2000)”, pubblicato da Lindau a febbraio 2026 a firma di Giovanni Tesio, si presta benissimo come occasione di scoprire o riscoprire autori del Novecento che rischiano di essere dimenticati.
Ringraziamo la casa editrice per la copia cartacea inviata in omaggio.
Cos’è “Cento per cento”
Un libro per ogni anno, dal 1898 al 2003: in “Cento per cento” Giovanni Tesio si propone di fissare un piccolo catalogo – lui la chiama mappa – rappresentativo della varietà che la narrativa del Novecento ha registrato. Nel fare questo, l’autore rivendica il legittimo ricorso alla sua “sensibilità e piena libertà di scelta”. Il risultato è un compendio di narrativa che spazia dal romanzo al racconto, dal titolo di esordio a quello postumo, dal successo all’opera minore, dallo sperimentalismo alla tradizione, e fornisce costantemente spunti e curiosità.
Lo schema è ordinato: prima dei cenni biobibliografici sull’autore, poi un testo che si sofferma a volte più sulla trama, altre sul commento, critico o personale.
Tra i titoli già recensiti sul nostro sito: “Il mare non bagna Napoli” di Anna Maria Ortese, “Tempo di uccidere” di Ennio Flaiano, “La vita agra” di Luciano Bianciardi, “Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino. Non mancano le voci femminili: per esempio, abbiamo Laudomia Bonanni, Natalia Ginzburg, Lalla Romano, Elsa Morante, Alba De Cèspedes, Anna Banti, Gianna Manzini.
Vi mostriamo l’indice completo nella videorecensione pubblicata sul nostro canale youtube.
Punti di forza
Ho voluto parlarvi di questo libro dopo averne gustato circa un quarto, leggendo le recensioni dei libri che già conosco. Ho trovato un approccio eterogeneo e interessante, con un apparato critico accennato ma funzionale, e una proprietà linguistica bella e per la maggior parte delle volte coinvolgente.
Conoscete i nomi di Emilio Lussu, Riccardo Bacchelli, Scipio Slataper, Vincenzo Consolo? E se vi parlassi di Romano Bilenchi, Giovanni Testori, Luigi Meneghello? Sono autori che rischiano di cadere nel dimenticatoio, senza una di quelle periodiche operazioni di recupero che permettono di riportare a galla qualche nome sommerso. La loro presenza in questo catalogo permette di mantenere vive l’attenzione e la curiosità.
Però, però, però…
Come con tutti i libri che parlano di libri, bisogna decidere bene cosa cercarvi dentro. Se siamo lettori che danno molto peso alla trama e alla voglia di sapere come va a finire un libro, dobbiamo sapere che Giovanni Tesio a volte propone vere e proprie sinossi, come nel caso di “Due di due” di Andrea De Carlo o di “Senilità” di Italo Svevo. Altre volte, invece, è molto delicato: mi vengono in mente le schede su “Il nome della rosa” o “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana”. Questi due romanzi hanno una matrice gialla, perciò Tesio rivela qualcosina della fine ma non tanto da rovinare la lettura, e questo l’ho apprezzato molto.
“Cento per cento” rimarrà sui miei scaffali come una cara guida alla lettura attraverso il Novecento, e lo consiglio a tutti quelli che amano la letteratura del ventesimo secolo o che la vogliono conoscere un po’ meglio.
Cristina Mosca